Nel Vigneto

Dentro ogni bottiglia di Lambrusco c'è un anno di lavoro in campagna.

Lambrusco Salamino
Lambrusco salamino grappolo

Il Lambrusco Salamino è il vitigno a bacca rossa tipico della "bassa" modenese, e come gli altri Lambruschi deriva probabilmente da viti vinifere selvatiche, che crescevano abbondantemente in maniera spontanea in pianura e nei colli dell'Appennino e che erano chiamate dai latini "Lambrusca vitis". Il vitigno è vigoroso, produttivo, con rese medio/alte e regolari; se potato con la giusta carica di gemme produce ottimi vini, dal tipico colore rosso rubino e l'inconfondibile aroma vinoso e fruttato.


Lambrusco Ruberti
Lambrusco ruberti grappolo

Il Lambrusco Ruberti è un vitigno autoctono dell’oltrePo mantovano. Il nome lo deve al suo selezionatore, l'Agronomo Ugo Ruberti, quistellese di nascita, che ne apprezzava il corpo e la freschezza. Coltivato intensamente fino agli anni '50, poco alla volta se ne sono perse praticamente le tracce; ma grazie al lavoro di università, cantine e vivaisti è tornato a essere riproposto nelle bottiglie di Lambrusco Mantovano creando interesse e apprezzamenti unanimi. È un vitigno vigoroso ma delicato, necessità di attenzioni particolari nella potatura, e qualche ora di lavoro in più durante l'estate, ma alla fine ripaga lo sforzo con vini armonici e gustosi.


Trebbiano Romagnolo
Trebbiano Romagnolo grappolo

Il Trebbiano Romagnolo ha le sue origini nel centro Italia, come quasi tutti gli altri vitigni della famiglia dei Trebbiani. Il loro nome deriva da "Trebula", ossia fattoria (Plinio il vecchio descrive un "Vinum Trebulanum", che secondo questa interpretazione, starebbe per "vino di paese", o "vino casareccio"). Il Trebbiano Romagnolo è stato citato da varie fonti già alla fine del medioevo nella provincia di Bologna. È un vitigno vigoroso e produttivo ma, non forzando la produzione di uva, si possono ottenere vini bianchi corposi e aromatici, e comunque, freschi e di facile beva.


Guyot
Lambrusco potatura Guyot

Per l'Incantabiss e il Le Mani, abbiamo deciso di puntare su un impianto a Guyot, non usato in zona, ma conosciuto e adottato in tutto il mondo viticolo di eccellenza. Pochi grappoli per pianta e basse rese/ettaro sono il semplice, ma non banale, segreto per ottenere vini più strutturati ed armonici.


Cordone Speronato
Lambrusco potatura Cordone Speronato

Per il Giano et. Nera, il nostro Lambrusco Tradizionale, abbiamo scelto un sistema a Cordone Speronato dove viene lasciato un numero piuttosto costante di gemme, circa 15, che produrranno dai venticinque a trenta grappoli per pianta e una produzione totale di 120ql/ettaro. Modesta per il nostro contesto.


Doppia Cortina
Vino bianco potatura cordone speronato

I Trebbiani, il Foxi e il Felis, (e il Lambrusco per il Cocai), vengono invece allevati a GDC, una Doppia Cortina, metodo messo a punto dall'Università di Bologna. E' di facile gestione, in particolare per le potature sia quella invernale che quella estiva, di buona produzione, è la prima ad essere vendemmiata normalmente i primi giorni di settembre.

Potatura del Lambrusco
Le potature che eseguiamo prendono spunto dalle ricerche di Simonit & Sirch, della "Scuola Italiana di Potatura", e sono incentrate sulla salvaguardia della vite come organismo, per farla crescere naturalmente, farla produrre costantemente nel tempo e renderla più resistente alle malattie in un'ottica di preservazione del patrimonio viticolo della zona. Tutto grazie ad un approccio "soffice" di tagli piccoli su legno di uno o massimo due anni, che la pianta è in grado di cicatrizzare e, nel contempo, assecondare la predisposizione naturale della vite a ramificare.

 Lambrusco Mantovano Biologico